FAD SINCRONA (IN DIRETTA)

L’utilizzo dei social da parte dei pubblici dipendenti

con: RICCARDO PATUMI
gratuito per enti associati

STRUTTURA CORSO

1 lezione per un totale di 2 ore
5 Novembre 2026 - dalle ore 10:00 alle 12:00

Formazione obbligatoria

Codice MEPA: FS-163/2026

L'acquisto su MEPA / l'invio della determina NON costituiscono iscrizione al corso.
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Modalità di iscrizione e partecipazione

Webinar. Per iscriversi, è necessario avere un account personale nell'area riservata di Upel (Non hai un account? Registrati qui). Effettuato l'accesso, si procede con l'iscrizione.
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Per evitare problemi nel tracciamento della presenza al webinar - derivanti da connessione con una rete mobile con un indirizzo IP variabile -, consigliamo di seguire il corso attraverso un PC utilizzando una rete fissa possibilmente connesso tramite un cavo Ethernet, oppure se non vi sono altre alternative, con un dispositivo mobile connesso ad una rete fissa, evitando di utilizzare le reti mobili (LTE/5G).

    Programma

    [L'80% del programma è il medesimo del webinar svolto il 23/03/2026, Le condotte social dei pubblici dipendenti alla luce delle ultimissime novità giurisprudenziali - livello avanzato]

    NOZIONI INTRODUTTIVE

    • Codici etici, di comportamento e di disciplina
    • Il d.P.R. n. 81/2023 di modifica del codice di comportamento generale:
      • utilizzo dei social media: obbligo di utilizzare ogni cautela affinché le proprie opinioni o giudizi possano essere attribuibili all’amministrazione di appartenenza o possano lederne l’immagine; divieto di diffondere documenti e informazioni;
      • la giurisprudenza sull’utilizzo dei social
      • la social media policy esterna

    UTILIZZO DEI SOCIAL

    Il valore probatorio degli screenshot e della messaggistica anche vocale. La differenza tra post pubblici e contenuti privati intercettati dall’ente.

    CONSIGLIO DI STATO SULLA LEGITTIMITÀ DELLE NORME CHE HANNO DISCIPLINATO LE CONDOTTE SOCIAL DEI PUBBLICI DIPENDENTI:

    • l’immediata applicabilità delle norme dettate dal codice di comportamento generale in merito alle condotte social (revirement rispetto al TAR, Lazio Sez. IV ter, n. 15978/2023)
    • il rapporto tra le norme sopra indicate e i codici di amministrazione
    • la presa di distanza dalla posizione già espressa dal Consiglio di Stato con i pareri resi dalla Sezione consultiva per gli atti normativi
    • determinatezza delle disposizioni del codice generale sulle condotte social
    • i margini di tipizzazione che residuano in capo alle singole amministrazioni sulla possibilità di disciplinare le condotte social
    • il rinvio per l’interpretazione delle espressioni usate nella normativa sulle condotte social alle nozioni penalistiche
    • Commento, con particolare riferimento al problema, non risolto, dell’eccessiva compressione della libertà di manifestazione del pensiero recata dalla normativa sulle condotte social

    CONSIGLIO DI STATO SULLA RESPONSABILITÀ PER LA CONDIVISIONE SULLA PROPRIA PAGINA SOCIAL DI  UN CONTENUTO ALTRUI:

    • la mera condivisione non implica approvazione (esame della precedente posizione del Giudice amministrativo e commento)
    • il dovere di diligenza nel pubblicare un contenuto altrui
    • il rilievo rispetto all’immagine dell’Amministrazione di appartenenza, attribuito alla circostanza che il dipendente si presenta come tale sul profilo social
    • i limiti al diritto alla libera manifestazione del pensiero

    GARANTE DELLA PRIVACY SUL TRATTAMENTO DEI MESSAGGI SOCIAL A FINI DISCIPLINARI: il provvedimento del garante del 21 maggio 2025 sul trattamento illecito dei messaggi social di un lavoratore a fini disciplinari.

    ALTRA GIURISPRUDENZA RECENTE D’INTERESSE:

    • la Corte costituzionale sull’applicabilità del principio della segretezza della corrispondenza ai messaggi inviati a una o più persone determinate mediante whatsapp; sul trattamento illecito
    • la posizione della Corte costituzionale, del garante della privacy e della Corte di cassazione in merito all’impossibilità da parte del datore di lavoro di utilizzare i messaggi whatsapp per sanzionare un dipendente
    • la nuova posizione del Giudice amministrativo in merito alla condotta di mera condivisione sul profilo social di un post
    • è legittimo il licenziamento del dipendente per contenuti postati in un gruppo whastapp ristretto, o viene in rilievo il diritto alla segretezza della giurisprudenza?
    • differenza, ai fini della responsabilità, tra un messaggio postato su facebook ad accesso circoscritto e quello su una chat privata whatsapp
    • sulla legittimità della previsione dell’obbligo per i dirigenti di comunicare la situazione patrimoniale
    • utilizzo di un account falso o di fantasia (Cass. 25774/2014)
    • la differenza tra post ironici e diffamatori nei pubblici dibattiti alla luce della libertà di espressione (Cass 12 maggio 2026, V Sez. pen.)
    • la responsabilità per i commenti pubblicati sotto un proprio post da altri utenti: limite eccessivo al dibattito on line?
    • si configura una diffamazione mediante social anche se chi pubblica il contenuto lo ritiene veritiero? (Cassazione 4263/2026)
    • la diffamazione a danno di un defunto: la risarcibilità del danno subito dai parenti in vita Cass. Ord. 5382/2026)

    LA GIURISPRUDENZA PIÙ RECENTE:

    • i limiti del rispetto della verità, pertinenza e continenza per la Cassazione e il recesso dal datore per giusta causa
    • scarsa attenzione ai rischi informatici e licenziamento disciplinare.

    + Test finale facoltativo

    Attestato e documentazione

    Accedendo all’area riservata dopo la conclusione del corso, i partecipanti potranno scaricare l’attestato di partecipazione e la documentazione. L’attestato verrà rilasciato per la partecipazione all’intero corso: si raccomanda la partecipazione con il proprio nome.

    Quote

    • Enti associati: Gratuito
    • Enti non associati: € 35,00 a persona (esente IVA)

    Per gli importi superiori a € 75,00 verrà addebitata la marca da bollo di € 2,00.
    Si prega di inviare a contabilita@upel.va.it, prima della data di inizio del corso, la determina di spesa in formato PDF e il codice univoco per la fatturazione, specificando nell'oggetto della e-mail il titolo e la data del corso.

    • Privati, aziende, studi professionali: € 42,70 a persona (€ 35,00 + IVA 22%)

    Modalità di pagamento

    • Enti: a ricezione della fattura che verrà emessa al termine del corso.
    • Privati, aziende, studi professionali: richiesto pagamento anticipato. In fase di iscrizione corso, allegare la ricevuta di pagamento.

    Il versamento della quota potrà essere effettuato sul c/c bancario UPEL presso BPER BANCA – Via Vittorio Veneto 2 – Varese (CODICE IBAN: IT78G0538710804000042439240) oppure sul c/c postale n. 19166214 (CODICE IBAN: IT63 U076 0110 8000 0001 9166 214), entrambi intestati a Upel – Via Como n. 40 – 21100 Varese.

    Vai alla pagina Durc e tracciabilità

     

    ISCRIZIONI

    In caso di impossibilità a partecipare inviare disdetta entro 3 giorni dall’evento a formazione@upel.va.it.
    La mancata comunicazione comporterà l’addebito di una penale pari al 50% della quota di partecipazione, se dovuta.


    Docente: RICCARDO PATUMI

    Consigliere della Corte dei conti.